Ottava Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Premessa
Il 22 ottobre di quattro anni fa, questo Governo ha ricevuto una grande responsabilità: portare avanti e mettere a terra il Piano di Ripresa e Resilienza più consistente d’Europa, sia dal punto di vista finanziario che degli obiettivi da raggiungere.
Una sfida che alcuni consideravano molto complessa, altri proibitiva, qualcuno addirittura impossibile da vincere. Eppure, ci siamo messi subito al lavoro e - come prima cosa - abbiamo fatto quello che molti reputavano impraticabile, ovvero rivedere il Piano e adattarlo alle nuove priorità dell’Italia.
Abbiamo dialogato con la Commissione europea per rivedere gli obiettivi, correggere le criticità e integrare il Piano con il REPowerEU, cioè con gli investimenti legati alla sicurezza energetica.
Alla fine di questo percorso, è nato il nuovo PNRR italiano, un Piano più coerente e capace di rispondere ai bisogni concreti dei cittadini, delle famiglie e delle imprese. Da quel momento in poi, anche grazie alla nuova governance che abbiamo costruito, abbiamo impiegato ogni giorno per costruire le condizioni affinché ogni investimento, ogni progetto e ogni cantiere potessero essere avviati e portati a termine nei tempi previsti.
Grazie all’impegno corale del Sistema Italia - Amministrazioni centrali, Regioni, Province, Comuni e Soggetti attuatori - la nostra Nazione ha raggiunto e mantenuto in questi anni il primato europeo nell’attuazione del Piano.
Questa ottava Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR fotografa perfettamente questo scenario e conferma la solidità del cammino fatto finora.
Si tratta di un primato che trova corrispondenza nei numeri maturati fino ad oggi, e che continueranno a crescere nelle prossime settimane: 166 miliardi di euro ricevuti, 416 traguardi raggiunti fino al pagamento della nona rata, ulteriori 156 obiettivi legati al pagamento della decima rata del Piano.
Nei giorni scorsi, il Governo ha presentato alla Commissione europea la richiesta di pagamento dell’ultima rata del PNRR. Siamo davanti ad un passaggio cruciale, che consentirà di portare a compimento l'imponente percorso di riforme e investimenti fatto in questi anni e consentirà di poter ribadire - ancora una volta - quanto l'Italia sia capace di rispettare gli impegni assunti, traducendo le risorse europee in risultati tangibili per i cittadini e i territori di questa Nazione.
Giorgia Meloni
Presidente del Consiglio dei ministri
Introduzione
L’ottava Relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza illustra le attività svolte dal Governo nel corso dell’anno e gli importanti risultati conseguiti fino ad oggi, confermando la solidità del percorso intrapreso per completare un Piano che ha costituito la più grande e ambiziosa sfida di modernizzazione affrontata dall’Italia negli ultimi decenni.
Il PNRR ha comportato una trasformazione strutturale che ha accompagnato la Nazione lungo un percorso di profonda innovazione, attraverso un approccio integrato che ha consentito di introdurre riforme normative e di realizzare investimenti strategici, mediante un rigoroso monitoraggio delle scadenze. Questa trasformazione ha permesso all’Italia di affermarsi come Stato leader in Europa per numero di obiettivi raggiunti, grazie all’importante ed efficace lavoro di una governance multilivello che ha visto la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, dalle Amministrazioni centrali ai soggetti attuatori, dai RUP fino alle imprese, che hanno posto in essere tutte le attività necessarie ad assicurare un’azione coordinata per affrontare con tempestività le fisiologiche criticità emerse durante l’attuazione di un programma di dimensioni e complessità senza precedenti, trasformandole in occasioni di miglioramento e rafforzamento dell’azione amministrativa.
Oggi, a pochi mesi dalla fine del 2026, possiamo affermare con convinzione che l’Italia ha vinto l’ambiziosa sfida intrapresa, trasformando il PNRR da promessa teorica a motore reale di cambiamento e dimostrando di essere una Nazione credibile, autorevole e affidabile, in grado di rispettare gli impegni assunti in sede europea e di tradurre le risorse straordinarie del Piano in opportunità di crescita, innovazione, coesione e resilienza. La sfida vinta degli investimenti e delle riforme è avvalorata anche dal costante incremento del dato sulla spesa di oltre 133 miliardi di euro.
Nel corso dell’anno un contributo determinante è stato assicurato dall’azione virtuosa delle Cabine di regia nazionali e delle Cabine di coordinamento istituite presso tutte le Prefetture, nonché dalla costante sinergia tra la Struttura di Missione PNRR, il Ministero dell’economia e delle finanze, le Amministrazioni titolari degli interventi, gli enti territoriali, il sistema produttivo e le parti sociali, che hanno saputo condividere obiettivi comuni e assumersi responsabilità precise, con vincoli e tempistiche stringenti come non era mai accaduto nella storia della Repubblica e che hanno consentito all’Italia di fare scuola in Europa nell’attuazione del Piano. È questo il vero successo del PNRR: aver dato all’Italia una nuova ed efficiente pubblica Amministrazione che ha dimostrato di saper superare ogni ostacolo e di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati.
Per accelerare ulteriormente l'attuazione del PNRR, ridurre gli oneri burocratici e rafforzare in modo strutturale la capacità amministrativa della pubblica Amministrazione, il decreto-legge n. 19 del 2026 ha introdotto un nuovo pacchetto di misure di semplificazione, confermando la volontà del Governo di accompagnare la fase conclusiva del Piano con strumenti concreti, efficaci e orientati ai risultati. In questa prospettiva, nello scorso mese di aprile, sono state adottate dalla Struttura di Missione PNRR, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, apposite Linee Guida per assicurare un supporto concreto ai Comuni e agli altri soggetti attuatori nell’ultima fase di attuazione del Piano, per fornire indicazioni pratiche, modalità operative e modulistica semplificata e per conseguire insieme gli obiettivi connessi alla decima e ultima rata.
Per garantire il pieno conseguimento degli obiettivi concordati con la Commissione europea entro le scadenze previste, in aggiunta, con il decreto-legge 26 giugno 2026, n.107, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2026, n.152, è stata approvata l’ultima revisione del PNRR, con l’obiettivo di rafforzare l’efficacia del Piano lasciandone intatto l’intero assetto economico, condurre in porto gli ultimi progetti, impiegare al meglio tutte le risorse ancora disponibili, superare alcune criticità attuative, snellire le procedure della fase conclusiva del PNRR, ridurre alcuni appesantimenti burocratici e semplificare la rendicontazione finale degli interventi. Tale revisione ha confermato, ancora una volta, il lavoro costante e positivo del Governo nell’attuazione rigorosa del Piano, ha ribadito l’impegno a proseguire con la massima determinazione per portare a compimento le ultime riforme e realizzare gli investimenti strategici previsti e ha consegnato all’Italia un Piano sempre più coerente con le esigenze della Nazione, accrescendo l’efficacia operativa degli interventi e il loro allineamento con gli obiettivi europei. Si tratta di un processo di rinnovamento e semplificazione che produce ricadute strutturali sulle politiche pubbliche e sulle strategie di investimento, sostenendo la crescita economica dell’Italia e contribuendo, in particolare, allo sviluppo del Mezzogiorno.
La richiesta di pagamento della decima e ultima rata del Piano, connessa al conseguimento di 156 obiettivi, per un valore complessivo di 28,4 miliardi di euro, rappresenta un passaggio di particolare rilievo sotto il profilo tecnico e amministrativo e consentirà all’Italia di incassare a fine anno l’intera dotazione finanziaria del PNRR, pari a 194,4 miliardi di euro.
Raggiungere tutti gli obiettivi previsti per la decima rata, insieme al completamento dell’attuazione del più ambizioso Piano d’Europa, consente all’Italia di utilizzare pienamente tutte le risorse europee e di tradurre riforme e investimenti in risultati concreti e tangibili per cittadini, imprese e territori. La credibilità e l’affidabilità internazionale dell’Italia dimostrate nel sostenere con senso di responsabilità il debito comune europeo, nel rispettare le scadenze, nel fornire evidenze solide e nel superare con successo tutte le stringenti verifiche della Commissione, rappresentano una condizione essenziale per consolidare la fiducia nella capacità della Nazione di portare a compimento l’intero percorso del Piano.
Il PNRR non si esaurirà con l'ultima rata e molti dei suoi effetti continueranno a produrre benefici negli anni successivi. In particolare, gli strumenti finanziari previsti dal Piano, per un valore di circa 24 miliardi di euro, continueranno a sostenere investimenti, innovazione e crescita ben oltre la conclusione formale del Piano, rappresentando una leva permanente per lo sviluppo del sistema economico nazionale.
Allo stato attuale, possiamo affermare che l’efficace attuazione del PNRR ha costituito un primo fondamentale esempio di fiducia interistituzionale e di cultura del risultato. Si tratta di due punti di forza che andranno coltivati fino a coinvolgere le molte zone della pubblica Amministrazione ancora in ombra e a plasmare un nuovo modello di management pubblico, con l’adozione di modelli organizzativi più agili, una governance centrale e il coordinamento multilivello tra Amministrazioni centrali, Regioni, enti locali e soggetti attuatori. È un passaggio rilevante che dovrà essere ulteriormente rafforzato per non disperdere la preziosa eredità del PNRR oltre il 2026 e per dare un impulso positivo all’intera azione amministrativa.
Per consentire all’Italia di proseguire lungo il percorso di crescita avviato, consolideremo i traguardi raggiunti, rafforzeremo le basi strutturali del sistema-Paese e trasformeremo le idee in progressi duraturi per dare stabilità e slancio alla nostra economia. In quest’ottica, sarà importante capitalizzare la positiva esperienza maturata con la governance del Piano per l’efficace gestione dei fondi europei della nuova programmazione.
Tommaso Foti
Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione
La Relazione in breve
L’ottava relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza è articolata in sei capitoli.
Il Capitolo 1 illustra gli sviluppi nell’attuazione del PNRR da gennaio 2026. La richiesta di pagamento della nona rata, presentata il 30 dicembre 2025, e stata valutata positivamente dalla Commissione a maggio e le relative risorse, per un importo di 12,8 miliardi di euro, sono state erogate all’Italia il 4 giugno 2026. Per la decima e ultima rata, i cui 156 obiettivi andavano raggiunti entro il 31 agosto, è stata avviata sin dall’inizio dell’anno una programmazione strategica della rendicontazione. Al 14 agosto era già stata trasmessa alla Commissione la documentazione relativa a 73 obiettivi. I restanti 83 obiettivi, tutti raggiunti entro il 31 agosto, sono in corso di rendicontazione. La richiesta di pagamento della decima rata, a cui corrispondono 28,4 miliardi di euro, è stata formalmente presentata il 29 settembre 2026. Dopo la valutazione da parte della Commissione, il pagamento è previsto entro dicembre 2026. Nel Capitolo sono descritti anche gli interventi normativi adottati nel 2026 a sostegno dell’attuazione del Piano e le attività di supporto tecnico-amministrativo poste in essere a sostegno degli enti territoriali e degli altri soggetti attuatori.
Il Capitolo 2 illustra le indicazioni fornite dalla Commissione europea per la fase conclusiva del Dispositivo per la ripresa e la resilienza. Sulla base di queste indicazioni, nel corso del 2026 l’Italia ha utilizzato due volte la possibilità di apportare modifiche mirate al Piano, secondo la procedura prevista dal regolamento (UE) 2021/241. A marzo 2026 e stata approvata dal Consiglio una revisione tecnica, senza rimodulazioni finanziarie. A inizio giugno e stata presentata un’ultima proposta di revisione che, oltre a numerose semplificazioni, comporta alcune rimodulazioni finanziarie per le misure che presentavano criticità . Le relative risorse, pari a 2,4 miliardi di euro, sono state allocate ad altre misure del Piano che presentavano buone prospettive di assorbimento, senza ridurre la coerenza e il livello complessivo di ambizione del Piano. La revisione è stata approvata dal Consiglio il 27 agosto 2026.
Il Capitolo 3 illustra i 50 obiettivi (16 milestone e 34 target) raggiunti con la nona richiesta di pagamento, con riferimento alle singole Missioni del Piano e alle diverse Amministrazioni titolari.
Il Capitolo 4 analizza i 156 obiettivi (43 milestone e 113 target) della decima rata, ora oggetto di valutazione da parte della Commissione, sempre seguendo l’impostazione per Missioni e Amministrazioni titolari.
Il Capitolo 5 illustra l’attuale articolazione del PNRR, guardando in particolare alle risorse e agli obiettivi delle diverse Missioni. Sono forniti chiarimenti sugli indicatori rilevanti per l’analisi dell’avanzamento procedurale e finanziario nella fase finale del Piano, a valle del conseguimento delle milestone e dei target della decima rata. Sono inoltre forniti aggiornamenti sugli Open Data ed e confermato il rispetto del vincolo nazionale di destinazione al Sud del 40 per cento delle risorse territorializzabili.
Il Capitolo 6 fornisce informazioni sull’attuazione del Dispositivo per la ripresa e la resilienza a livello europeo, con riferimento a tutti i Piani nazionali. Sono analizzati, in particolare, l’utilizzo dello strumento della revisione da parte degli Stati membri, le dotazioni dei Piani e le richieste di pagamento. Il Piano italiano resta il più sfidante e ambizioso tra quelli finanziati dal Dispositivo. L’Italia si conferma in prima posizione per numero di milestone e target sinora conseguiti e di risorse finanziarie erogate. Infine, nel Capitolo sono richiamate alcune prime analisi sugli effetti economici del Piano italiano e, più in generale, del Dispositivo per la ripresa e la resilienza.