Settima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
Premessa
La settima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza certifica, ancora una volta, il primato europeo dell’Italia per numero di obiettivi raggiunti, per rate incassate e per importo complessivo ricevuto, traducendo le ambizioni del Piano più complesso e articolato d’Europa in risultati concreti a beneficio dei cittadini, delle imprese, dell’economia e della ritrovata credibilità e autorevolezza internazionale della nostra Nazione.
In questi tre anni di Governo, abbiamo raggiunto il 100 per cento degli obiettivi programmati. Lo abbiamo fatto affrontando tutte le sfide del PNRR con fermezza e coraggio, partendo dal superamento delle rilevanti criticità connesse al pagamento della terza rata. Con la stessa determinazione e, soprattutto, con lo stesso coraggio, abbiamo dato vita ad un nuovo PNRR, mediante la prima, articolata revisione adottata alla fine del 2023, allineandolo al mutato contesto geoeconomico e alle esigenze dell’Italia reale. Abbiamo istituito una nuova governance e adottato tutte le successive revisioni, fino all’ultima, approvata nel novembre scorso.
Oggi l’Italia è considerata come la Nazione in prima linea, in Europa, nell’attuazione del Dispositivo per la ripresa e la resilenza. Si tratta di un primato del quale tutti dobbiamo essere orgogliosi: le più importanti istituzioni internazionali confermano che siamo stati capaci di utilizzare in modo virtuoso tutti gli strumenti che ci sono stati forniti, fino a diventare un punto di riferimento per gli altri Stati membri coinvolti nell’iniziativa NextGenerationEU.
Con il pagamento dell’ottava rata, l’importo complessivo corrisposto all’Italia ammonta a 153,2 miliardi di euro, circa il 79 per cento della dotazione finanziaria complessiva, a riprova del conseguimento di tutti e 366 gli obiettivi connessi alle prime otto rate, corrispondenti al 63,7 per cento dei 575 obiettivi previsti dal Piano, a fronte di una media europea del 45 per cento.
Tra gli obiettivi conseguiti con l’ottava rata, vorrei ricordarne soltanto alcuni: il sostegno a oltre 2.600 imprese attive nei piccoli borghi, a fronte di un target previsto di 1.800 imprese; gli interventi per la digitalizzazione della Guardia di Finanza con innovativi sistemi informativi volti a contrastare la criminalità economica; nel campo della Salute, gli investimenti per la casa, intesa come primo luogo di cura, anche attraverso l’implementazione della telemedicina, assicurando assistenza a oltre 1,5 milioni di pazienti over 65; sempre nell’ambito Salute, il potenziamento della ricerca biomedica del Servizio sanitario nazionale e l’importante finanziamento di programmi e progetti di ricerca su tumori e malattie rare e altamente invalidanti. In tema di riforme, sono stati raggiunti gli obiettivi in materia di energie rinnovabili con l’adozione del Testo unico, nonché quelli relativi al rispetto dei tempi di pagamento da parte delle amministrazioni centrali e locali, delle regioni, delle province autonome e degli enti del Servizio sanitario nazionale: con orgoglio il tempo medio di pagamento si è ridotto oggi a soli 27 giorni, a conferma che una Nazione più competitiva passa anche attraverso le certezze che lo Stato deve assicurare alle imprese e a tutti i fornitori.
L’evoluzione positiva del dato sulla spesa – che al 30 novembre ha superato la somma di 101 miliardi, al netto delle risorse relative agli strumenti finanziari già trasferiti ai Soggetti gestori - nonché l’avanzamento fisico ed economico dei progetti sull’intero territorio nazionale che ci consente di richiedere anche il pagamento della nona e penultima rata del Piano, certificano che il PNRR dell’Italia rappresenta un modello virtuoso da seguire che rivestirà un ruolo fondamentale nella programmazione delle nuove politiche di coesione.
L’attuazione del Piano è nella sua fase conclusiva, le numerose riforme adottate e i circa 400.000 interventi completati sull’intero territorio nazionale sono la riprova tangibile dei benefici a vantaggio della collettività.
Il nostro lavoro non si ferma qui, nel corso del 2026 continueremo ad impegnarci con coraggio e determinazione per conseguire gli obiettivi dell’ultima rata del Piano, affinché tutti gli italiani possano avere le stesse opportunità di crescita in una Nazione sempre più forte, più competitiva, più sostenibile ed equa.
Giorgia Meloni
Presidente del Consiglio dei ministri
Introduzione
La settima Relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza illustra il lavoro svolto dal Governo, nel corso del corrente anno, per consentire al Parlamento di valutare il raggiungimento degli obiettivi delle sette Missioni del Piano.
Quello appena trascorso è stato un periodo di intensa attività, dapprima per l’avvio delle interlocuzioni per la revisione tecnica del Piano e, successivamente, per la richiesta di pagamento dell’ottava rata oltre che per l’ultima revisione del PNRR.
Nei primi mesi del 2025, al fine di apportare aggiustamenti di natura tecnica al Piano, è stata presentata una proposta di revisione approvata dalla Commissione europea il 27 maggio e dal Consiglio europeo il successivo 20 giugno. Oltre alle modifiche dovute a sopravvenute circostanze oggettive e alle correzioni di carattere formale, sono stati implementati gli investimenti per lo sviluppo dell’economia circolare dei rifiuti e per incentivare l’acquisto di automobili a basso impatto ambientale.
Il 4 giugno scorso, la Commissione europea ha pubblicato la Comunicazione “Next Generation EU – La strada verso il 2026”, con la quale sono stati forniti orientamenti agli Stati membri, invitandoli ad aggiornare e semplificare i propri Piani in vista della scadenza del 31 agosto 2026 per il conseguimento degli obiettivi previsti.
L’approvazione definitiva da parte del Consiglio europeo della revisione del PNRR italiano, ottenuta il 27 novembre, conferma ancora una volta il lavoro solido e credibile del Governo nell’attuazione del Piano - che mantiene invariata la sua dotazione finanziaria di 194,4 miliardi di euro – e rafforza l’impegno a proseguire con concretezza le riforme e gli investimenti strategici.
La revisione ha interessato circa 13,5 miliardi di euro e ha portato all’introduzione di interventi a sostegno di imprese, agricoltura e filiera agroalimentare, connettività digitale, infrastrutture idriche ed economia circolare, rafforzando il sostegno alle politiche attive per lo sviluppo e l’occupazione. Il PNRR si conferma così motore della crescita italiana e fattore di innovazione che continuerà a produrre effetti positivi anche oltre il 2026, in coerenza con le indicazioni della Commissione europea.
Tra le principali novità figurano i nuovi strumenti finanziari pensati per ampliare l’impatto degli investimenti e sostenere ulteriormente la crescita, potenziando interventi a favore del tessuto produttivo, delle infrastrutture e del diritto allo studio. La revisione prevede, inoltre, una nuova riforma che, tramite una pianificazione triennale, garantirà maggiore prevedibilità e stabilità ai finanziamenti della ricerca universitaria, oltre al finanziamento del comparto nazionale di InvestEU per sostenere gli investimenti strategici delle imprese e al potenziamento del materiale rotabile per il trasporto pubblico locale.
La revisione ci consegna un Piano più coerente con le esigenze della Nazione, rafforzando l’efficacia operativa degli interventi e il loro allineamento con gli obiettivi europei, attraverso un processo di rinnovamento e semplificazione, con ricadute strutturali sulle politiche pubbliche e sugli investimenti per la crescita economica dell’Italia, a partire dal Mezzogiorno.
Con il conseguimento degli obiettivi inseriti nella settima e nell’ottava rata del Piano, alla fine del 2025 l’Italia avrà ricevuto complessivamente 153,2 miliardi di euro, ai quali, nei prossimi mesi, si aggiungeranno 12,8 miliardi di euro connessi alla richiesta di pagamento della nona e penultima rata.
Anche la percentuale di spesa è in costante crescita: alla data del 30 novembre scorso, come evidenziato in questa relazione, ammontava a oltre 101 miliardi di euro, a cui si aggiungono i pagamenti effettuati nel mese di dicembre attualmente non rilevati e le risorse relative agli strumenti finanziari già trasferiti ai soggetti gestori degli stessi, che porteranno la spesa complessiva 2025 e i trasferimenti oltre i 110 miliardi di euro.
Per il positivo avanzamento fisico e finanziario del PNRR, che vede l’Italia al primo posto in Europa nella sua attuazione, desidero ringraziare tutte le istituzioni e i soggetti a vario titolo coinvolti sul territorio nazionale per il costruttivo contributo assicurato nel corso del corrente anno, che rappresenta un importante stimolo per guardare al 2026 con fiducia e con la consapevolezza delle ultime complesse sfide che ci attendono per condurre in porto il Piano.
Stiamo entrando nell’ultimo miglio dell’attuazione del PNRR, fermo restando che la spinta propulsiva alla crescita della Nazione arriverà anche dopo la rendicontazione degli obiettivi della decima e ultima rata, consentendo al Piano di continuare a produrre benefici concreti nei successivi anni.
Tommaso Foti
Ministro per gli Affari europeio, il Pnrr e le politiche di coesione
La Relazione in breve
La Settima Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è strutturata, come le precedenti relazioni, in due volumi. La Sezione I illustra l’attività svolta e i risultati conseguiti da aprile a dicembre 2025. La Sezione II, a cura delle Amministrazioni titolari, riporta per ogni Misura del Piano (Riforme e Investimenti) la descrizione, lo stato di realizzazione e le iniziative in corso.
La Sezione I si compone di sette capitoli.
Il Capitolo 1 fornisce una illustrazione sintetica dello stato di avanzamento del PNRR. Ad agosto 2025 l’Italia ha ricevuto il pagamento della settima rata, per un importo di 18,3 miliardi di euro; nel frattempo, il 30 giugno 2025 è stata presentata l’ottava richiesta di pagamento, che è stata valutata positivamente dalla Commissione e dal Consiglio e il 30 dicembre porterà all’erogazione all’Italia di ulteriori 12,8 miliardi di euro. Entro la fine di dicembre 2025 verrà presentata la nona e penultima richiesta di pagamento, sempre nel rispetto del cronoprogramma previsto per l’attuazione del Piano. Nel Capitolo sono, inoltre, descritte le attività di accompagnamento e di supporto tecnico-amministrativo poste in esse a sostegno degli enti territoriali e per favorire le sinergie tra le diverse amministrazioni e i soggetti attuatori.
Il Capitolo 2 illustra come nel 2025 sia stata utilizzata due volte la possibilità di apportare modifiche mirate al Piano in ragione di circostanze oggettive, secondo la procedura prevista dal regolamento (UE) 2021/241. Una revisione di natura tecnica è stata presentata a marzo e approvata dal Consiglio dell’Unione europea il 20 giugno 2025. Una seconda revisione, di più ampia portata, volta ad assicurare che tutti gli obiettivi e i traguardi del Piano possano essere raggiunti entro il termine ultimo di agosto 2026, come richiesto dalla comunicazione della Commissione europea “Next GenerationEU – la strada verso il 2026”, è stata proposta ad ottobre ed approvata dal Consiglio il 27 novembre. Nel capitolo sono sintetizzate le indicazioni della Commissione europea e sono illustrate le scelte compiute dall’Italia. In particolare, si è scelto di preservare l’intera dotazione del PNRR, pari a 194,4 miliardi, e di mantenere tutte le riforme, nella convinzione che esse siano fondamentali per rafforzare l’attrattività dell’Italia per cittadini e imprese. Per tutte le misure è stato chiarito e semplificato il testo dell’Allegato della Council Implementing Decision, limitandolo agli elementi essenziali per facilitare la valutazione da parte della Commissione. L’ammontare complessivo della rimodulazione finanziaria è pari a 13,438 miliardi di euro che sono stati riallocati su misure del Piano con buone prospettive di assorbimento e su nuove misure, in linea con le indicazioni della Commissione europea.
Il Capitolo 3 illustra i 64 obiettivi e traguardi (31 milestone e 33 target) conseguiti nella settima richiesta di pagamento, con riferimento alle singole Missioni del Piano.
Il Capitolo 4 analizza i 32 obiettivi e traguardi (16 milestone e 16 target) raggiunti con l’ottava richiesta di pagamento, sempre seguendo l’articolazione per Missioni.
Il Capitolo 5 fornisce una visione sintetica dei 50 obiettivi e traguardi (16 milestone e 34 target) rendicontati a fine dicembre 2025 nell’ambito della nona richiesta di pagamento.
Il Capitolo 6 descrive lo stato di avanzamento dell’attuazione del PNRR con riferimento ai diversi possibili indicatori rilevanti. Con l’approvazione dell’ottava richiesta di pagamento, le istituzioni europee hanno accertato il conseguimento da parte dell’Italia di tutti i 366 milestone e target previsti nelle prime otto rate (63,7 per cento del totale). A fronte di questi risultati, entro dicembre 2025 saranno stati versati all’Italia 153,2 miliardi di euro, corrispondenti all’intero ammontare delle prime otto rate e pari al 78,8 per cento della dotazione complessiva del Piano. In termini di avanzamento procedurale, a fine novembre 2025, i progetti in chiusura e completati (416.320 unità) rappresentano il 75,6 per cento del totale dei progetti registrati su ReGiS, mentre i progetti in fase di esecuzione, pari a 120.193 unità corrispondono a un ulteriore 21,8 per cento. Al 30 novembre 2025, sulla base di dati rilevati il 19 dicembre, la spesa sostenuta dalle Amministrazioni titolari si attesta a 101,3 miliardi di euro, pari a circa il 72,35% per cento delle risorse del Dispositivo e resilienza ricevute dall’Italia alla data della presente Relazione. Nel capitolo viene confermato il rispetto del vincolo nazionale di destinazione al Sud del 40 per cento delle risorse territorializzabili e illustrato il contributo del Piano agli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).
Infine, il Capitolo 7 fornisce una visione sintetica dello stato di attuazione del Dispositivo di ripresa e resilienza a livello europeo, con riferimento a tutti Piani nazionali, rispetto alla dotazione dei Piani, alle revisioni e alle richieste di pagamento avanzate. Il Capitolo, inoltre, fornisce alcuni spunti in termini di analisi di impatto con riferimento a nuovi approfondimenti elaborati a livello europeo.